Di certo tutti avrete sentito del pestaggio e dello stupro avvenuti a Rimini il 26 Agosto presso la spiaggia Miramare. Un uomo è stato picchiato a sangue e la ragazza con lui picchiata e stuprata a turno da quattro uomini.
Tristezza enorme per questa ragazza di soli 26 anni, per il suo amico che ha dovuto assistere mentre altri uomini abusavano di lei, ma ancor più tristezza per il post, a quanto pare pubblicato su facebook dal mediatore culturale della cooperativa Lai-Momo di Bologna che riporta queste testuali parole:
“Lo stupro è un atto peggiore, ma solo all’inizio [..] poi la donna diventa calma e si gode come in un rapporto normale”.
Ho dovuto rileggerlo più volte e fare diversi accertamenti perché pensavo fosse una bufala! Queste parole racchiudono molto di più di un’uscita poco felice! Si parla del corpo della donna come se fosse un oggetto meccanico che, una volta attivati i giusti ingranaggi, funziona a dovere, senza tenere in considerazione la componente decisionale ed emotiva.
In sostanza, purché la penetrazione avvenga senza dolore, alla donna non farebbe nessuna differenza se fosse Tizio, Caio o Sempronio ad avere il rapporto con lei, anzi, non farebbe alcuna differenza nemmeno se fossero tutti e tre, uno dopo l’altro. Oltre al fatto che l’aspetto emotivo viene del tutto tralasciato, si denota anche una totale ignoranza del funzionamento della sessualità femminile, che sappiamo tutti essere strettamente connessa al coinvolgimento emotivo.






