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giovedì 17 agosto 2017

Quel posto chiamato “Estero”…


“All’estero c’è rispetto…”
“All’estero le strade sono pulite…”
“All’estero la gente è gentile…”
“All’estero sono tutti onesti”

Quante ne ho sentite, ragazzi!

A quanto pare esiste un bellissimo posto chiamato “Estero” (che  ancora non sono riuscita a localizzare in Google maps) dove la burocrazia non esiste, la gente è buona e simpatica, non esistono provincialismi e i politici sono santi! 

Dev’essere un posto magnifico!

Fatto sta che questo paese è un po’ come Atlantide, tutti lo nominano, ma nessuno sa dove sia e la gente che ne parla di più è proprio quella che non ci ha mai vissuto.

Il fatto è che visitare una capitale per una settimana come turista fornisce una visuale piuttosto ristretta per potersi fare un’idea di come funzionino realmente le cose. Molti italiani però (non tutti ovviamente) si fanno spesso ammaliare da una breve esperienza positiva e pensano che la vita nel posto in questione supplisca a tutte le carenze che abbiamo in Italia.

martedì 13 giugno 2017

Italiano vero


Dopo  un  infinito  pellegrinaggio  fra  Italia  e Europa,  mi  ritrovo  nel  2015  a  lavorare a Vienna,  la  signorile  capitale  Austriaca. Assunta  da  una  multinazionale  mi relaziono quotidianamente  con  persone  di tutto  il  mondo,  ma  di  italiani  all'inizio  non se  ne vedono. 

Mannaggia, penso  fra  me  e  me, non pretendo  marchigiani,  ma  almeno  un italiano con cui sparare qualche cavolata nella mia madre lingua! Rassegnata mi immergo nel tran tran lavorativo e un bel giorno scopro che questi rari esseri,  gli Italiani,  sono  presenti  in  azienda,  ma  nelle sedi  di  altri  paesi  e  presto  mi trovo ad avere una riunione con uno di loro

Oh  che  bello!
Penso  prima  di  accedere  a skype: Finalmente  du'  chiacchiere  come  si deve!
Dopo l'esordio di presentazione chiedo innocentemente  “... e tu di dove sei?”
Risposta: “Ma sai, io non sono più Italiano...”
“Ah... e da quanto tempo sei via?”
“Eh... 3 anni ormai...”

Cioè, fammi un attimo capire...  a occhio e croce avrai 32 anni, quindi, facendo una botta  di conti, hai  vissuto  all'estero  sì e  no  il  10%  della  tua  vita... e... non  sei  più Italiano? 
La  conversazione  prosegue  su  toni lavorativi  in  un  perfetto  accetto  romanaccio che dimostra la totale estraneità dal Bel Paese ovviamente. 

Dopo qualche tempo me ne capita un altro. Non contenta del primo misero tentativo di approccio fra connazionali esordisco di nuovo con: “Di dove sei?”
“Ma sai... io ormai non sono più Italiano...”
Ma che è, una moda?
“Sono via da 7 anni ormai...”

martedì 18 aprile 2017

Stretta di mano? Anzi no, sono una donna



Riunione in ufficio con il team Russo. Si arriva al momento del congedo. In genere, fra colleghi, ci si saluta cordialmente con una stretta di mano senonché, dopo aver salutato tutti, quando arrivano a me, i Russi ritraggono la mano e mi salutano con un ciao tirato.

Beh, perché io no?