martedì 18 luglio 2017

Donna in ufficio = acqua, cancelleria e caffè!



Eh sì! Siamo nel 2017, ma a quanto pare certi stereotipi sono duri a morire!


Lavoro da circa due anni per una multinazionale in un settore prettamente  maschile, non a caso mi trovo spesso in riunione da sola con 20 uomini! 

Ormai non ci faccio più caso, sono nel settore tecnico fin da giovanissima e, si sa, che gli ingegneri donne sono meno rispetto agli uomini! 

Qualche giorno fa me ne stavo buona buona a lavorare in ufficio - che condivido con un collega - a scervellarmi su come far funzionare i pezzi di un progetto quando un tizio (a me sconosciuto) entra, saluta il mio collega stringendogli la mano e poi si rivolge a me frettoloso dicendo: 

“Porto con me due bottiglie d’acqua per il viaggio!” ed esce ancora prima di ricevere una risposta. Alzo la testa e lo guardo perplessa, dicendo “Ok”.

Nel mentre mi ronzano nella testa feroci riflessioni quali: 

ma a me che mi frega se ti prendi  l’acqua, scusa? 

...beh, puoi prendere anche tutta la carta igienica in ufficio per quel che mi riguarda… 

...ma soprattutto perchè vieni a dirlo proprio a me? 

martedì 11 luglio 2017

Paolo se ne va, ma Ugo resta!


Paolo Villaggio, noto scrittore e attore italiano, ci ha lasciato lo scorso 3 luglio. 
In molti conoscono il nome di Paolo Villaggio, ma sono certa che non ci sia anima viva in Italia che non sappia chi sia Ugo Fantozzi, personaggio da lui creato e interpretato. 

È probabile che anche chi non ha mai visto il film, citi involontariamente una delle sue battute o si riferisca a una scena nella vita quotidiana. Ugo Fantozzi infatti è entrato nelle case degli italiani, nel cervello degli italiani, tanto che spesso ci troviamo a dire “come è umano lei…”, “Merdaccia!”, “… per i conti zio antonello!”, “tu mancia!”, “oggi ho con me la nuvoletta di Fantozzi!” senza nemmeno ricordare il contesto esatto del film. 

Del resto, quale italiano almeno una volta nella vita non si è sentito un po' Fantozzi?

martedì 4 luglio 2017

Diamo agli uomini il diritto di piangere

Emma Watson, la streghetta Hermione di Harry Potter sembra averne fatta di strada!
Infatti è stata nominata nientemeno che ambasciatrice per la campagna di solidarietà HeForShe, creata dall’ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere.
Giovedì scorso ho condiviso nella mia stanza il video del discorso di Emma Watson alle Nazioni Unite. Forse non avete trovato il tempo per ascoltarlo tutto e mi piacerebbe evidenziare alcuni aspetti che mi hanno fatto sentire molto vicina alla nostra Hermione.

Troppo spesso la parola “femminista” è per gli uomini sinonimo di una donna che vuole imporre la propria volontà e che vorrebbe un mondo comandato da donne.
Come la stessa Emma sottolinea, questo è un gran fraintendimento, perché essere femminista non vuol dire fare la prepotente o – passatemi il termine – la “rompicoglioni”: significa soltanto battersi per ottenere parità di diritti.

E anche qui molti uomini diranno: “Ma che volete ancora, che ormai fate quello che vi pare?” 

martedì 27 giugno 2017

Cosa si faceva alla fermata della metro?

Qualche giorno fa, a una fermata della metro a Vienna, mi sono guardata intorno e mi sono accorta che non c'era una singola persona che non avesse il proprio smartphone in mano (me compresa!). Voi direte: “Te ne sei accorta presto!”

No, beh, lo sapevo da un pezzo e non voglio fare la solita polemica “su quanto la vita fosse più bella quando non c’erano gli smartphone e la gente si parlava” anche perché sarei un pessimo esempio, dato che tengo in piedi la maggior parte delle mie relazioni tramite i social!

Mi sono soltanto chiesta: “Ma prima degli smartphone, che cavolo facevamo quando aspettavamo la metro, il tram, o il bus?”

Sì, c’erano i cellulari, ma non impiegavamo così tanto tempo per un SMS o una chiamata: con quello che costavano poi: Pensavamo? Chiacchieravamo? Leggevamo?

martedì 20 giugno 2017

Un pericoloso Black Out

I medici parlano di “black out” dovuto a stress e mancanza di sonno.
Quello che i telegiornali ci raccontano sono casi di piccoli morti in auto. Come Tatiana, di 18 mesi, che il 7 giugno, ad Arezzo, la mamma Ilaria Naldini ha lasciato in auto sotto il sole cocente. Se n'è accorta solo due ore dopo, quando per Ilaria non c'era più nulla da fare. O come il figlioletto di Andrea Albanese, che nel giugno 2013 venne dimenticato in auto per 9 ore. Entrambi i genitori erano però sicuri di aver accompagnato i figli all'asilo.

Non mi sento di proferire parole di fronte a una tragedia simile, credo di non essere nemmeno lontanamente in grado di immaginare né la sofferenza dei piccoli nelle ore di agonia al caldo, né il dolore straziante dei genitori che, oltre ad avere perso i loro bambini, vivranno con un lacerante senso di colpa per tutta la vita.
 
Ciò che mi ha lasciato allibita sono stati i commenti in cui sono incappata in rete.
 
Commenti pesanti, giudizi, condanne, insulti verso i genitori che qualcuno ha addirittura chiamato “assassini”.
Non ho potuto fare a meno di chiedermi da dove possa venire tanto accanimento e, soprattutto, tanto “giudizio”, come se si fosse certi al 100% che una cosa del genere possa capitare soltanto agli altri.
Di fronte alla morte di un bimbo, specialmente dovuta a una fatalità simile, ritengo opportuno soltanto un rispettoso silenzio.

martedì 13 giugno 2017

Italiano vero


Dopo  un  infinito  pellegrinaggio  fra  Italia  e Europa,  mi  ritrovo  nel  2015  a  lavorare a Vienna,  la  signorile  capitale  Austriaca. Assunta  da  una  multinazionale  mi relaziono quotidianamente  con  persone  di tutto  il  mondo,  ma  di  italiani  all'inizio  non se  ne vedono. 

Mannaggia, penso  fra  me  e  me, non pretendo  marchigiani,  ma  almeno  un italiano con cui sparare qualche cavolata nella mia madre lingua! Rassegnata mi immergo nel tran tran lavorativo e un bel giorno scopro che questi rari esseri,  gli Italiani,  sono  presenti  in  azienda,  ma  nelle sedi  di  altri  paesi  e  presto  mi trovo ad avere una riunione con uno di loro

Oh  che  bello!
Penso  prima  di  accedere  a skype: Finalmente  du'  chiacchiere  come  si deve!
Dopo l'esordio di presentazione chiedo innocentemente  “... e tu di dove sei?”
Risposta: “Ma sai, io non sono più Italiano...”
“Ah... e da quanto tempo sei via?”
“Eh... 3 anni ormai...”

Cioè, fammi un attimo capire...  a occhio e croce avrai 32 anni, quindi, facendo una botta  di conti, hai  vissuto  all'estero  sì e  no  il  10%  della  tua  vita... e... non  sei  più Italiano? 
La  conversazione  prosegue  su  toni lavorativi  in  un  perfetto  accetto  romanaccio che dimostra la totale estraneità dal Bel Paese ovviamente. 

Dopo qualche tempo me ne capita un altro. Non contenta del primo misero tentativo di approccio fra connazionali esordisco di nuovo con: “Di dove sei?”
“Ma sai... io ormai non sono più Italiano...”
Ma che è, una moda?
“Sono via da 7 anni ormai...”

martedì 6 giugno 2017

Strega o angelo?



Qualche giorno fa una mia amica facebookiana ha pubblicato questa foto che riporta sottolineate  le  parole  pronunciate  da  Dario  Fo  in  occasione  del funerale  di Franca Rame,   donna   con   cui   ha   condiviso   una   relazione   durata   ben  60   anni fra allontanamenti,  scappatelle,  sfuriate  e  riavvicinamenti.  Il  rapporto  fra  Dario  Fo  e la Rame ha visto una fittissima e prolifica collaborazione lavorativa  e l’uno a fianco dell’altra nella militanza politica. 

La risposta Facebook al post non ha tardato. Ci sono stati diversi “like”, non troppi, ma anche dissensi   sul   concetto   di   dominio   della   donna   sull’uomo  (effettivamente preferisco  il “tenere  testa” piuttosto  che  il “dominare”).  

Non  contenta  ho  chiesto  a qualche mio amico:  “Ma tu che ne pensi di una donna intelligente?”, “Tu che ne pensi di una donna che guadagna più di te?” e ho anche spulciato un po' in rete le statistiche. 

Ne  è saltato  fuori  che  gli  uomini  stimano  le  donne  dal  cervello brillante,  che siano donne in carriera, artiste, creative. Sono figure estremamente affascinanti, stimolanti, dalla sensualità  travolgente,  donne  per  cui  si  perde  la  testa,  di  cui  ci  si  innamora senza ritorno MA... mai da prendere in considerazione per una relazione seria o per mettere su famiglia. 

Perchè?